SSL su sub-domini: gestione efficace

Il problema dei sottodomini multipli

Un'organizzazione moderna gestisce decine di sottodomini: www, mail, blog, api, cdn, admin, staging, intranet, vpn. Ognuno richiede HTTPS, e ognuno ha cicli di vita propri. Gestire un certificato separato per ogni sottodominio diventa rapidamente ingestibile: scadenze sfalsate, automazioni eterogenee, alert da configurare separatamente.

Tre strategie principali

Esistono tre approcci consolidati alla gestione SSL multi-sottodominio:

  1. Certificati individuali: uno per sottodominio
  2. Wildcard certificate: un solo cert *.tuodominio.it copre tutti i sottodomini di primo livello
  3. Multidomain/SAN certificate: cert con elenco esplicito di sottodomini

Strategia 1: Certificati individuali

Pro:

  • Compromissione di un cert non impatta gli altri
  • Cicli di vita indipendenti
  • Permette validation diversi per cert diversi (es. EV sul main, DV su staging)

Contro:

  • Tante scadenze da monitorare
  • Più automazioni da mantenere
  • Spreco di risorse se sono tanti

Adatto per: organizzazioni con team dedicati o tooling avanzato (cert-manager, ACME automazione spinta).

Strategia 2: Wildcard

Un wildcard cert come *.tuodominio.it copre www.tuodominio.it, api.tuodominio.it, blog.tuodominio.it, qualunque sottodominio di primo livello.

Pro:

  • Un solo cert da gestire
  • Nuovi sottodomini coperti immediatamente
  • Costo inferiore alla somma dei singoli

Contro:

  • NON copre il dominio apex (tuodominio.it senza prefisso) — serve aggiungerlo come SAN
  • NON copre sottodomini di secondo livello (foo.bar.tuodominio.it)
  • Single point of failure: chiave privata compromessa = tutti i sottodomini esposti
  • Validazione DNS obbligatoria con Let's Encrypt

Adatto per: la maggior parte dei siti con sottodomini omogenei.

Strategia 3: SAN/Multidomain

Si elencano esplicitamente i sottodomini desiderati: www, api, blog, cdn. Pro: visibilità esatta dei domini coperti, possibile sottodomini di secondo livello. Contro: ogni aggiunta richiede riemissione del cert.

Architettura consigliata

Per la maggior parte dei progetti il setup ottimale è:

  • Un wildcard sul dominio apex + apex stesso come SAN (es. tuodominio.it + *.tuodominio.it)
  • Per sottodomini di secondo livello specifici, un secondo wildcard (*.staging.tuodominio.it)
  • Cert dedicati solo per ambienti isolati (es. ambiente PCI compliance, isolato da quello pubblico)

Wildcard + Let's Encrypt

Let's Encrypt emette wildcard gratuitamente, ma richiede validazione DNS-01 (non HTTP-01). Serve un DNS provider con API supportata da certbot (Cloudflare, Route53, OVH, AWS, Hetzner, ecc).

Esempio con Cloudflare DNS:

certbot certonly --dns-cloudflare --dns-cloudflare-credentials ~/.secrets/cf.ini -d tuodominio.it -d *.tuodominio.it

Il file credenziali contiene il token API. Il rinnovo automatico funziona se le credenziali restano valide.

Distribuzione del cert su più server

Con un wildcard centralizzato spesso devi distribuire i file su molti server (web, mail, ftp). Approcci comuni:

  • Configuration management: Ansible, Puppet, Chef sincronizzano i file dopo il rinnovo
  • SCP automatico: hook post-rinnovo di certbot
  • Vault centrale: HashiCorp Vault o AWS Certificate Manager memorizzano i cert'e i servizi li scaricano
  • Kubernetes cert-manager: gestisce automaticamente cert'e secret per tutti i deployment

Sottodomini interni

Per sottodomini non pubblici (intranet, vpn, dev) hai due opzioni:

  1. Wildcard su un dominio interno (es. *.internal.tuodominio.it) emesso da Let's Encrypt via DNS-01, anche se il sottodominio non è pubblico
  2. CA privata interna con certificati firmati da una root aziendale, distribuita via Group Policy

Monitoring

Configura un controllo unico su tutti i sottodomini critici:

for sub in www api blog cdn admin; do
  echo | openssl s_client -servername $sub.tuodominio.it -connect $sub.tuodominio.it:443 2>/dev/null | openssl x509 -noout -dates
done

Integralo in un cron o in una pipeline CI per ricevere alert centralizzati.

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