Setup iniziale Cloudflare: come spostare i nameserver del dominio

Setup iniziale Cloudflare: come spostare i nameserver del dominio

Lo spostamento dei nameserver su Cloudflare è il primo passo obbligatorio per attivare CDN, WAF e tutti i servizi della piattaforma. Si tratta di un'operazione che avviene presso il registrar del dominio e che richiede pochi minuti, ma comporta una fase di propagazione che può durare fino a 24 ore. In questa guida vediamo passo per passo come effettuare la migrazione in modo sicuro, senza interruzioni di servizio per il sito web o per la posta elettronica.

Perché spostare i nameserver su Cloudflare

Cloudflare opera come proxy reverso e per intercettare il traffico HTTP/HTTPS deve essere autoritativo sul dominio. Lavorando a livello DNS, Cloudflare può deviare le richieste dei visitatori sui suoi edge server distribuiti in oltre 300 città. Senza il cambio di nameserver non è possibile attivare l'arancione (proxied) sui record, quindi nessuna delle funzionalità di sicurezza o di cache risulterebbe operativa. È inoltre il modo più rapido per ottenere un certificato Universal SSL gratuito e per beneficiare di mitigazione DDoS sempre attiva.

Cosa fare prima di iniziare

Prima di toccare i nameserver è fondamentale avere una panoramica completa della zona DNS attuale. Esporta dal pannello del registrar o dal provider DNS l'elenco di tutti i record (A, AAAA, CNAME, MX, TXT, SRV, CAA) e conservalo in un file di backup. Verifica in particolare i record MX per la posta, eventuali sottodomini come webmail o autodiscover e i record TXT di SPF, DKIM e DMARC. Una dimenticanza su questi valori si traduce quasi sempre in posta che smette di funzionare.

Procedura passo-passo

  1. Crea un'account gratuito su dash.cloudflare.com e clicca su Add a Site.
  2. Inserisci il nome del dominio senza www e seleziona il piano Free.
  3. Cloudflare avvia la scansione automatica dei record DNS pubblici già esistenti.
  4. Controlla l'elenco proposto: integra manualmente i record mancanti, soprattutto quelli interni o non risolvibili.
  5. Imposta su DNS only (nuvola grigia) i record MX e quelli usati da servizi che non parlano HTTP, come FTP o SSH.
  6. Annota i due nameserver assegnati, ad esempio brad.ns.cloudflare.com e lia.ns.cloudflare.com.
  7. Entra nel pannello del tuo registrar (Aruba, OVH, GoDaddy, Register, Netsons) e sostituisci i nameserver attuali con quelli forniti.
  8. Salva e attendi: la propagazione richiede tipicamente da 30 minuti a 24 ore.
  9. Quando Cloudflare conferma via email l'attivazione, lo stato della zona diventa Active.
  10. Verifica con il comando dig NS tuodominio.it o con strumenti online che i nuovi NS siano effettivamente visibili.

Configurazioni post attivazione

Dopo l'attivazione conviene impostare subito alcune opzioni di base. In SSL/TLS scegli la modalità Full (strict) se l'origine ha un certificato valido, altrimenti Full per evitare loop. Abilita Always Use HTTPS per forzare il redirect 301 da http a https e attiva Automatic HTTPS Rewrites per riscrivere i link mixed-content. Sulla scheda Speed puoi attivare Brotli, mentre nella sezione Caching imposta un Browser Cache TTL coerente con la natura del sito.

Errori comuni e come risolverli

  • Posta che non arriva: il record MX punta a un sottodominio in proxy. Imposta il record di posta su DNS only e crea un'host dedicato (es. mail.tuodominio.it) anch'esso non proxato.
  • Errore 525 SSL handshake failed: l'origine non ha un certificato valido. Installa un'Origin CA gratuito di Cloudflare o passa temporaneamente alla modalità Full.
  • Sito non raggiungibile dopo il cambio: hai dimenticato un record A. Controlla l'export iniziale e aggiungilo dalla scheda DNS.
  • Propagazione bloccata: il registrar non ha rimosso del tutto i vecchi NS. Verifica nel pannello del registrar e svuota la cache locale del resolver con ipconfig /flushdns.
  • Email DKIM/DMARC fallite: i record TXT sono stati troncati durante l'import. Confronta con il backup e ripristina il valore completo tra virgolette.

Domande frequenti

D: Devo pagare per spostare i nameserver?
R: No. Il piano Free di Cloudflare include nameserver, DNS autoritativo, Universal SSL e protezione DDoS di base senza alcun costo.

D: Posso tornare indietro se qualcosa va storto?
R: Sì. Basta reinserire i nameserver precedenti nel pannello del registrar; la propagazione inversa avviene nei tempi standard del DNS.

D: Il mio sito è offline durante la propagazione?
R: No, se hai replicato correttamente tutti i record. I resolver continuano a risolvere il dominio attraverso i vecchi NS finché non passano ai nuovi.

D: Devo cambiare qualcosa al registrar oltre ai nameserver?
R: Solitamente no. Verifica però che il dominio non abbia un blocco di trasferimento (transfer lock) attivo che impedisca modifiche.

Considerazioni operative finali

Quando applichi una configurazione di questo tipo in produzione è sempre buona norma seguire un'approccio incrementale: parti con un test su staging, monitora gli effetti per qualche giorno, poi estendi gradualmente al traffico live. La rete Cloudflare elabora ogni cambiamento in pochi secondi a livello globale, quindi le modifiche sono effettive quasi immediatamente, ma gli effetti collaterali su utenti reali possono richiedere ore o giorni per emergere. Annota nel runbook interno data, motivo e parametri di ogni modifica significativa. Una documentazione precisa accelera enormemente il troubleshooting futuro e facilita il passaggio di consegne tra membri del team.

Vale anche la pena ricordare che Cloudflare aggiorna frequentemente l'interfaccia del dashboard e le posizioni delle voci di menu. La logica e le funzionalità descritte in questa guida restano valide, ma il percorso esatto per raggiungere ogni opzione può variare leggermente nel tempo. In caso di difficoltà a trovare una specifica voce, utilizza la barra di ricerca interna del dashboard oppure consulta la documentazione ufficiale aggiornata. La community Cloudflare sul forum ufficiale e su Stack Overflow è inoltre molto attiva e offre spesso risposte rapide a problemi specifici di configurazione.

Per progetti complessi che coinvolgono più servizi Cloudflare contemporaneamente (CDN, Workers, WAF, Access, R2) conviene strutturare la configurazione come codice tramite Terraform o Pulumi. Questo permette versioning, code review, rollback atomici e deploy ripetibili tra environment. Per team con esigenze più semplici la gestione manuale via dashboard resta perfettamente valida, soprattutto se accompagnata da una checklist scritta delle impostazioni applicate. La scelta dell'approccio dipende dalle dimensioni del progetto e dal grado di automazione desiderato. L'importante è essere consistenti e mantenere tracciabilità delle modifiche effettuate.

Hai bisogno di aiuto?

Se vuoi configurare Cloudflare per il tuo sito con il team di G Tech Group, scrivici tramite il modulo di contatto.

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