RDAP: protocollo successore di WHOIS

Da WHOIS a RDAP

WHOIS nasce nel 1982 e mostra i suoi limiti: nessuna autenticazione, output non strutturato, nessun supporto a internazionalizzazione e differenze di formato tra registrar. Per superare questi problemi, l'IETF ha sviluppato RDAP (Registration Data Access Protocol), formalizzato negli RFC 7480-7484 nel 2015. ICANN ha reso obbligatorio RDAP per tutti i gTLD da agosto 2019.

Caratteristiche tecniche di RDAP

RDAP è basato su HTTP/HTTPS REST e restituisce dati strutturati in JSON, facilmente parsabili da script e applicazioni. Supporta autenticazione tramite OAuth, internazionalizzazione UTF-8, link standardizzati tra entità (registrar, registrant, name server) e versioning chiaro delle response. Il rate limiting è esplicito e gestibile via header HTTP.

Endpoint e URL

Le query RDAP usano URL come https://rdap.verisign.com/com/v1/domain/example.com o l'endpoint bootstrap di IANA che redireziona alla giusta autorità in base al TLD. Esistono endpoint per dominio, IP, ASN ed entità (nameserver, registrant). Ogni response include link auto-referenziali e a risorse correlate.

Vantaggi rispetto a WHOIS

JSON parsabile invece di testo libero, HTTPS con TLS, supporto a query strutturate, possibilità di autenticazione per accessi privilegiati, campi standard per tutti i registrar, internazionalizzazione completa e tracciabilità delle modifiche tramite eventi datati (registration, expiration, last changed).

RDAP e privacy

RDAP gestisce nativamente il mascheramento dei dati personali. Le response includono campi remarks e notices che spiegano cosa è stato omesso e perché, con riferimenti alla normativa (GDPR, policy ICANN). I dati nascosti possono essere richiesti tramite endpoint autenticati a soggetti accreditati.

Strumenti per usare RDAP

Curl basta per query base. Esistono client dedicati come icann-rdap-client, librerie Python (python-rdap), Node.js e PHP. ICANN fornisce un lookup web all'indirizzo lookup.icann.org che usa RDAP sotto il cofano. Molti registrar offrono pagine WHOIS che internamente interrogano RDAP.

RDAP per i ccTLD

Mentre per i gTLD RDAP è obbligatorio, per i ccTLD l'adozione è volontaria. Il .it lo supporta dal 2022, il .fr e .de lo offrono in parallelo a WHOIS, altri registri nazionali sono in fase di migrazione. La compatibilità WHOIS resta garantita per anni in via di transizione.

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