Verifica propagazione DNS globale

Verifica propagazione DNS globale

Dopo aver modificato un record DNS, la nuova configurazione non è immediatamente visibile in tutto il mondo. La propagazione DNS richiede tempo per aggiornare le cache dei resolver globali. In questa guida vediamo come monitorare la propagazione e capire i tempi reali.

Cos'e' la propagazione DNS

Quando modifichi un record, l'aggiornamento parte dai nameserver autoritativi G Tech Group. I resolver intermedi (ISP, Google 8.8.8.8, Cloudflare 1.1.1.1) hanno una cache locale basata sul TTL: continueranno a servire la vecchia risposta finché' la cache non scade. La propagazione è completata quando tutte le cache sono aggiornate.

Tempi tipici

I tempi dipendono dal TTL impostato sul record. Esempi: TTL 300 (5 min) -> propagazione in 5-30 minuti, TTL 3600 (1 ora) -> propagazione in 1-2 ore, TTL 86400 (1 giorno) -> propagazione fino a 24 ore. Considera anche cache aggiuntive degli ISP che possono ignorare il TTL e cachare più a lungo.

Strumenti per verificare la propagazione

Strumenti consigliati:

  • dig: il comando standard Unix/Linux. Esempio: dig esempio.it A +short.
  • nslookup: simile a dig, disponibile anche su Windows.
  • whatsmydns.net: tool online che mostra la risoluzione da decine di location globali.
  • dnschecker.org: alternativa visuale a whatsmydns con mappa globale.
  • Pannello Manager > Diagnostica DNS: integrato, mostra check da 20+ location.

Procedura passo-passo

  1. Dopo aver salvato il record nel Pannello Manager, prendi nota dell'ora di modifica.
  2. Apri il terminal e verifica i nameserver autoritativi: dig @ns1.gtechgroup.it esempio.it A. Devono rispondere immediatamente con il nuovo valore.
  3. Apri whatsmydns.net e inserisci il dominio e il tipo di record.
  4. Clicca "Search" e osserva la mappa: pin verdi = aggiornato, rossi = ancora vecchio.
  5. Verifica dai principali resolver pubblici: dig @8.8.8.8 esempio.it (Google), dig @1.1.1.1 esempio.it (Cloudflare), dig @9.9.9.9 esempio.it (Quad9).
  6. Pulisci la cache locale del computer: sudo systemd-resolve --flush-caches su Linux, ipconfig /flushdns su Windows.
  7. Apri il browser in finestra privata (per evitare cache HTTP) e verifica il sito.
  8. Ripeti i check ogni 30 minuti finché' non è tutto verde.

Strategie per accelerare

Per cambi pianificati, riduci il TTL a 300 secondi almeno 48 ore prima del cambio. Questo "prepara" i resolver a cachare per meno tempo. Dopo il cambio, riporta il TTL a valori normali (3600+). Non puoi forzare l'aggiornamento delle cache dei resolver esterni: si possono solo aspettare i tempi tecnici.

Errori comuni e come risolverli

  • Cache locale persistente: il browser o l'OS cachano oltre il TTL. Riavvia il browser e pulisci cache DNS.
  • Resolver ISP lento: alcuni ISP hanno cache aggressive. Cambia DNS pubblico (1.1.1.1) temporaneamente.
  • Falsi positivi su whatsmydns: location di test in regioni con cache lente. Aspetta un'ora.
  • Record corretto sui NS ma sbagliato sui resolver: normale durante propagazione. Pazienta o riduci il TTL preventivamente.
  • Sito ancora rotto dopo propagazione completa: il problema potrebbe non essere DNS. Verifica web server, certificato SSL, firewall.

Domande frequenti

D: Posso forzare la propagazione DNS?
R: No, non esiste un meccanismo per forzare i resolver esterni. Si può solo ridurre il TTL preventivamente.

D: Perché vedo ancora il vecchio sito dopo 24 ore?
R: La cache del browser può ricordare anche dopo la propagazione. Pulisci cache HTTP e DNS.

D: I 48 ore di propagazione sono ancora attuali?
R: Con TTL bassi (300-3600), la propagazione è molto più rapida. I 48 ore sono il caso pessimo storico.

D: La propagazione è diversa per i vari tipi di record?
R: I tempi sono simili. Quello che varia è il TTL impostato per ogni tipo.

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