Esportare DNS in zone file
L'esportazione della zona DNS in formato BIND è essenziale per backup, migrazioni, audit e disaster recovery. Il Pannello Manager G Tech Group offre funzionalità complete di export, con supporto per il formato standard BIND e formati custom.
Cos'e' un zone file
Un zone file è la rappresentazione testuale di tutta la configurazione DNS di un dominio, in formato standard BIND9. Contiene tutti i record (A, AAAA, MX, TXT, CNAME, NS, SOA, ecc.) con i loro parametri (TTL, valori, priorità). È un formato portatile compatibile con praticamente ogni server DNS al mondo.
Struttura del file BIND
Esempio di zone file:
$ORIGIN esempio.it.
$TTL 3600
@ SOA ns1.gtechgroup.it. admin.gtechgroup.it. (
2026062901 ; serial
3600 ; refresh
1800 ; retry
1209600 ; expire
3600 ) ; minimum
@ NS ns1.gtechgroup.it.
@ NS ns2.gtechgroup.it.
@ A 192.0.2.10
www A 192.0.2.10
@ MX 10 mail.esempio.it.
@ TXT "v=spf1 include:_spf.gtechgroup.it ~all"
Quando esportare
Casi tipici di export: backup periodici (settimanali o mensili per disaster recovery), migrazione provider (per importare la zona su un'altro DNS), audit di sicurezza (revisione manuale dei record), versionamento (in Git per tracciare cambi), compliance (richiesta da audit fiscali o ISO).
Procedura passo-passo
- Accedi al Pannello Manager e seleziona il dominio da esportare.
- Vai su "Record DNS".
- Clicca "Esporta" in alto a destra.
- Seleziona il formato: BIND9 (standard), JSON (per API/automation), CSV (per Excel).
- Opzionale: includi commenti con metadata (autore record, ultima modifica).
- Clicca "Scarica" per ottenere il file.
- Salva il file in luogo sicuro (preferibilmente cifrato).
- Verifica l'integrità aprendo il file con un'editor testuale.
Formato JSON
Per integrazione programmatica, l'export JSON è più adatto:
{
"domain": "esempio.it",
"exported_at": "2026-06-29T10:00:00Z",
"records": [
{"type":"A","name":"@","value":"192.0.2.10","ttl":3600},
{"type":"MX","name":"@","priority":10,"value":"mail.esempio.it","ttl":3600}
]
}
Automatizzare il backup
Per backup automatici, usa l'API: una chiamata POST /domains/{id}/export restituisce il zone file. Script bash esempio: curl -H "Authorization: Bearer TOKEN" https://api.manager.gtechgroup.it/v1/domains/123/export > backup-$(date +%F).zone. Schedula via cron per backup quotidiani.
Verificare l'integrità del file
Per verificare che il zone file sia valido (sintassi corretta), usa named-checkzone esempio.it backup.zone. Restituisce "OK" se valido, altrimenti elenca errori specifici. È un buon controllo prima di importare in altri DNS server.
Errori comuni e come risolverli
- Caratteri speciali nei TXT: alcuni caratteri (virgolette, backslash) richiedono escape nel BIND. Il Pannello Manager li gestisce automaticamente.
- Serial number duplicato: dopo modifica, il serial deve incrementare. Il sistema lo genera automaticamente nel formato YYYYMMDDNN.
- Punto finale mancante: nomi assoluti nel BIND finiscono con punto (es. "esempio.it."). Senza, vengono considerati relativi.
- File troppo grande: per domini con migliaia di record, l'export può essere lento. Usa la versione paginata via API.
- Encoding non UTF-8: alcuni resolver legacy supportano solo ASCII. Per IDN usa la forma Punycode.
Domande frequenti
D: Posso importare un file BIND da un'altro provider?
R: Sì, il Pannello Manager supporta l'import. Vedi guida "Importare zone file".
D: Le esportazioni sono accessibili a tutti gli utenti?
R: Solo amministratori e utenti con permesso "Export DNS". Operazione tracciata nell'audit log.
D: Il file contiene dati sensibili?
R: I record DNS sono pubblici per definizione (rispondono a chiunque). Tuttavia, l'export rivela la struttura completa: trattalo con riservatezza.
D: Posso schedulare backup automatici nel pannello?
R: Sì, la funzione "Backup automatici" salva snapshot settimanali, conservati 30 giorni.
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