Bloccare categorie di annunci indesiderati su AdSense

Bloccare categorie di annunci indesiderati su AdSense

Bloccare categorie di annunci su Google AdSense permette di proteggere il brand del sito da contenuti pubblicitari incompatibili con il target. Tuttavia ogni blocco riduce la competizione nell'asta e quindi il CPM. In questa guida vediamo come bilanciare branding e ricavi.

Tipi di blocchi disponibili

Google AdSense offre quattro livelli di blocco: per categoria generale (es. "Bevande alcoliche"), per categoria sensibile (es. "Riferimenti religiosi"), per inserzionista specifico (URL del dominio dell'inserzionista), per URL specifico (singolo annuncio). I primi due livelli sono i più usati e si configurano dalla sezione "Controlli annunci" della dashboard.

Come bloccare una categoria

  1. Accedi alla dashboard AdSense: vai su Brand safety > Controlli del contenuto.
  2. Scegli il tipo di blocco: categorie generali o categorie sensibili.
  3. Sfoglia le categorie: vedrai la lista con stima delle perdite di ricavi.
  4. Attiva il blocco: clicca sul cursore accanto alla categoria da escludere.
  5. Conferma: il blocco si applica entro 30-60 minuti.
  6. Monitora l'impatto: dopo 7-14 giorni confronta il CPM medio per misurare l'effetto.

Categorie consigliate da considerare

Per siti per famiglie e bambini: bevande alcoliche, gioco d'azzardo, contenuti per adulti, religione, riferimenti politici. Per siti finanziari professionali: contenuti tabloid e gossip, finanza ad alto rischio non regolamentata. Per siti aziendali B2B: dating, salute personale invasiva, finanza personale di base.

Impatto sul CPM

Ogni categoria bloccata riduce gli inserzionisti in competizione. La perdita stimata varia: bloccare 5-10 categorie marginali ha impatto trascurabile (1-3%), bloccare 30+ categorie puo ridurre il CPM del 15-25%. Google mostra direttamente la stima in dashboard accanto a ciascuna voce.

Errori comuni e come risolverli

  • Bloccare troppe categorie all'inizio: parti minimal, blocca solo dopo aver visto annunci realmente problematici nei report.
  • Bloccare inserzionisti competitor: se il sito ha sponsor diretti, blocca i loro competitor solo se contrattualmente richiesto.
  • Dimenticare di rivedere periodicamente: il mercato pubblicitario cambia, rivedi i blocchi ogni 3-6 mesi.
  • Bloccare URL singoli senza necessità: meglio segnalare l'annuncio specifico a Google che bloccare l'intero dominio.

Domande frequenti

D: Posso bloccare annunci di concorrenti diretti?
R: Si, tramite blocco URL/dominio inserzionista. Usalo solo se davvero strategico.

D: I blocchi si applicano anche ai partner di domanda esterni?
R: Si, AdSense propaga i blocchi a tutti gli exchange partner.

D: Posso vedere quali annunci sono passati al mio sito?
R: Si, sezione "Rivedi annunci" della dashboard mostra gli annunci serviti recentemente.

Approfondimento: visione strategica

Lavorare con AdSense richiede una visione strategica che vada oltre il dato di oggi. Editori di successo pensano per cicli annuali, considerando stagionalita Q4 (boost natalizio +40-60%), Q1 (calo post-natalizio), Q2-Q3 (assestamento). Pianificare il calendario editoriale in coerenza con questi cicli (es. articoli evergreen "Best of" da agosto per indicizzazione in tempo per acquisti natalizi) e una pratica vincente.

Anche la diversificazione delle fonti di traffico e fondamentale: dipendere al 90% da Google organico rende vulnerabili a core update. Mix sano: 50-60% organico, 15-25% direct/return visitors, 10-15% email/newsletter, 5-10% social/referral. Editori con questo mix subiscono meno gli scossoni algoritmici.

Caso pratico

Un blog verticale di dieta e nutrizione era arrivato a 8.000 euro/mese AdSense. Un core update Google nel 2025 ha ridimensionato il traffico del 35% in due settimane (problema EEAT con autori non riconoscibili). Ricavi crollati a 5.000 euro/mese. Risposta: assunzione di nutrizionisti come ghost author con bio dettagliata e foto, ristrutturazione contenuti con citazioni scientifiche, accreditamento medico verificabile. Dopo 4 mesi traffico recuperato e ricavi a 9.500 euro/mese, oltre il precedente.

Glossario

  • Ad unit: singola unita pubblicitaria configurata in AdSense.
  • Publisher ID: identificativo unico dell'editore (formato pub-XXXXXXXXX).
  • Asta open: meccanismo Google di asta aperta su impressioni in tempo reale.
  • Header bidding: tecnica di asta lato client per massimizzare bid.
  • Dwell time: tempo di permanenza dell'utente sul sito dopo click in SERP.

Risorse utili

Tra le fonti autorevoli a cui fare riferimento segnaliamo: il centro assistenza ufficiale di Google AdSense (support.google.com/adsense), il blog Inside AdSense per news e best practice ufficiali, la community Reddit r/Adsense per confronto fra editori, i forum italiani come AdSenseItalia per casi locali. Anche YouTube ha canali dedicati come "AdSense in Italiano" e canali ufficiali Google.

Per analisi tecniche più approfondite sono fondamentali strumenti come PageSpeed Insights, Search Console, Google Analytics 4, Lighthouse e WebPageTest. Per chi gestisce più siti o agenzie, software come Ezoic, Snigel o Mediavine offrono dashboard avanzate e ottimizzazione automatica. Una buona pratica e dedicare 30 minuti a settimana a leggere aggiornamenti di settore per anticipare cambiamenti.

La community italiana di editori AdSense e attiva su gruppi Facebook e Telegram dedicati. Partecipare permette di scambiare esperienze concrete, anticipare problemi e trovare partner per progetti collaborativi. Tieni sempre presente che ogni sito ha caratteristiche uniche: le best practice sono punti di partenza, non regole assolute.

Hai bisogno di aiuto?

Se vuoi una strategia di blocco AdSense bilanciata per il tuo settore, il team di G Tech Group puo affiancarti nella configurazione. Contattaci tramite il modulo di contatto.

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